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	<title>centro culturale concetto marchesi &#187; leporale</title>
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		<title>Compagni, adesso che si fa? Dibattito a sinistra. Un nuovo pensiero di sinistra parte dall’uguaglianza come valore.</title>
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		<pubDate>Thu, 30 May 2013 07:37:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una lettura in chiave europea dello scenario italiano aiuta meglio a comprendere la nostra situazione e le cause che l’hanno determinata. La crisi delle socialdemocrazie è infatti un fenomeno che attraversa tutto il continente e rivela caratteri di irreversibilità. La &#8230; <a href="http://www.centroconcettomarchesi.it/wordpress/compagni-adesso-che-si-fa-dibattito-a-sinistra-un-nuovo-pensiero-di-sinistra-parte-dalluguaglianza-come-valore/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Una lettura in chiave europea dello scenario italiano aiuta meglio a comprendere la nostra situazione e le cause che l’hanno determinata. La crisi delle socialdemocrazie è infatti un fenomeno che attraversa tutto il continente e rivela caratteri di irreversibilità. La sinistra deve essere dunque ricostruita: partendo dall’“<strong>eguaglianza</strong>”.<br />
<span style="color: #ff0000;">di<strong> Alfonso Gianni</strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.centroconcettomarchesi.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/liberte-egalite-fraternite.jpg"><img class=" wp-image-1922 aligncenter" alt="liberte-egalite-fraternite" src="http://www.centroconcettomarchesi.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/liberte-egalite-fraternite.jpg" width="1024" height="768" /></a><br />
Marc Lazar è tornato recentemente a riflettere sulle sorti della sinistra italiana dopo il non esito elettorale dello scorso febbraio. “Questa drammatica situazione costituisce certo una specificità italiana, ma al tempo stesso rispecchia le turbolenze che scuotono tutta la sinistra europea” ha scritto lo studioso francese. La sua lettura si distingue quindi da quelle che vedono prevalentemente nelle scelte successive al voto un sorta di tradimento da parte delle forze politiche di destra e di sinistra della volontà degli elettori del nostro paese che sarebbe stata perpetrata attraverso la costruzione di una Grosse Koalition in salsa italica o, se si preferisce, dato il carattere non necessitato della medesima, di un <em>oversize</em>government. In effetti una lettura in chiave europea dello scenario italiano aiuta meglio a comprendere la nostra situazione e le cause che l’hanno determinata.</p>
<p><span id="more-1918"></span>“In Francia, François Hollande ha battuto molti record di impopolarità – ha osservato Lazar –; la sua maggioranza si sta lacerando e le critiche dei settori più a sinistra si fanno più incalzanti. In Gran Bretagna il Labour è sempre in quarantena; in Germania almeno per ora la Spd non sembra in grado di colmare il suo distacco da Angela Merkel”. Né sembra volerlo effettivamente fare, si potrebbe aggiungere, visto le caratteristiche assai moderate del candidato scelto per contrapporlo alla cancelliera di ferro e il fatto che il nuovo segretario della Spd, Gabriel, propone di cambiare volto e nome alla stessa Internazionale socialista in un’ indistinta Alleanza dei progressisti.</p>
<p>Si domanda quindi Lazar: “la sinistra è condannata a scomparire?”. Laddove ha vinto in termini elettorali ha ottenuto successi ambigui, poi subito contraddetti da politiche che in poco o in nulla si discostavano dalla regola aurea dell’austerità europea. Oppure ha perso clamorosamente e rovinosamente, anche laddove le sue esperienze di governo erano apparse positive per quanto riguarda la capacità di invertire la rotta della crisi senza pesare sui ceti popolari, come nel citatissimo caso islandese.</p>
<p>Che fare di fronte a una china così rovinosa che si realizza proprio quando le contraddizioni dello sviluppo capitalistico esplodono dimostrando tutta la validità della critica dell’economia politica praticata dalla migliore sinistra? Qui le risposte di Lazar ci possono ben poco aiutare, perché rimangono troppo sul generico e l’indistinto, ma almeno lo studioso francese ci dice con semplicità cosa la sinistra non deve assolutamente fare: “proseguire la navigazione a vista, praticata spesso dalla sinistra, vuole dire spalancare le porte alle forze di protesta già in piena ascesa, che al loro passaggio rischiano di spazzare via tutti i partiti di governo. Sia di destra che di sinistra”.</p>
<p>Da questa riflessione sarebbe troppo riduttivo concludere che quindi le forze della sinistra devono tenersi ben lontane da responsabilità di governo, anche se questa soluzione sarebbe certamente meno rischiosa e foriera di disastri di quella che, per un del tutto travisato senso del dovere nazionale, le spinge a governi di coalizione con le destre, come nel caso italiano.<br />
Ma limitarsi a un simile comportamento, per quanto meno rischioso, eluderebbe il problema di fondo. Se siamo alle porte del suicidio anche della socialdemocrazia nordica, dalle più forti e radicate tradizioni, che ha retto con successo la sfida che il socialismo reale aveva avanzato anche ad essa nello scorso secolo, è evidente che c’è qualcosa di più profondo in atto che non lo scompaginamento totale di ogni sistema conosciuto di alleanze. Se non basta più nemmeno l’esempio di un buon governo per garantire la continuità della sinistra al potere, come appunto in Islanda, è o dovrebbe risultare chiaro che neppure il criterio dell’efficacia dell’azione politica – che sempre a sinistra ha difettato parecchio – è sufficiente a salvarla.</p>
<p>In effetti, se torniamo al caso italiano, è difficile immaginare una via d’uscita. Paradigmatico il caso di Sel, la quale, basta guardare le numerose dichiarazioni del suo leader in campagna elettorale, progettava una confluenza nel Pd, concependo l’alleanza di centrosinistra come il “partito del futuro”. Del resto forze all’interno del Pd erano pronte a favorire una simile operazione nel prossimo congresso, avendo maturato la convinzione che la maggioranza del partito si sarebbe posizionata su posizioni ancora più moderate e quindi conveniva predisporsi alla costituzione di una sinistra consistente cui la presenza di Sel nelle file del Pd avrebbe potuto fare comodo. Ora questo disegno pare in ginocchio. Barca parla di “partito palestra” ma non legge i processi sociali, come se la politica nascesse dal fascino delle parole e delle definizioni, i giovani turchi sono un po’ dentro il governo, un po’ nelle manifestazioni di piazza; Sel non sembra capace di assimilare appieno il mutamento di quadro e quindi la necessità di un riposizionamento strategico; alla sua sinistra anziché momenti unificanti sembrano moltiplicarsi i progetti rifondativi, tutti farciti di buona volontà ma privi di forza e deboli di autorevolezza.</p>
<p>Eppure proprio la solitudine nella quale si è svolta la manifestazione della Fiom del 18 maggio, che avrebbe potuto rappresentare l’occasione per fare ripartire un progetto riunificante l’opposizione sociale, grida contro l’assenza di una forza politica che rappresenti il lavoro nella sua frastagliata modernità. Ne ha parlato anche Adriano Sofri, cosa non frequente per lui, ponendosi giustamente il tema di una “costituente di sinistra del lavoro fondato sul rispetto della salute, della dignità e dell’ambiente”. Il tema lavoro è qui visto in chiave tutt’altro che economicistica. Cose non diverse ha detto Rodotà citando più volte la Costituzione offesa dal palco di piazza San Giovanni, ove ha parlato non certo da intellettuale “compagno di strada”, come si sarebbe detto un tempo, ma da vero leader politico, anche se dichiara a ogni piè sospinto di non volerlo essere.</p>
<p>Ha colpito tutti l’assenza dei leader del Pd alla manifestazione della Fiom. Ma ancora peggio sono state le motivazioni apportate. Matteo Renzi ha dichiarato che un partito non vive delle manifestazioni degli “altri”, dimostrando così non solo l’estraneità della nuova elite dirigente del partito democratico, ma la sua totale e sprezzante alterità rispetto al mondo del lavoro. Non stupisce che il nuovo ministro del lavoro si appresti e presentare un pacchetto di norme che raccoglie in pieno le richieste della Confindustria sull’annullamento di qualunque causale per i contratti a termine, per la diminuzione dell’intervallo di tempo fra un contratto e l’altro e per l’abbassamento del loro costo per i datori di lavoro. Precariato <em>for ever</em> e per giunta a buon mercato. Chi ha buona memoria ricorderà d’altro canto che tracce di un simile disegno erano presenti negli stessi otto punti che Bersani presentò nel drammatico dopoelezioni.</p>
<p>Tutto questo rappresenta un certificato di morte del centrosinistra. E il suo stato di salute in Europa – pur nella diversità delle formule – non è migliore. Pensare di rivivificarlo è illusorio e rischioso perché di solito è il morto che trascina il vivo e non viceversa.</p>
<p>La ricostruzione della sinistra non avviene però rimettendo insieme ritagli. E’ un lavoro assai più complesso sia sul piano culturale, politico che organizzativo. Soprattutto non può essere ogni volta schiacciato sulle scadenze elettorali. Importa poco che sopravvivano piccoli ceti politici se le idee avvizziscono. Poiché il senso stesso delle parole è stato smangiato dall’interno, come dice la celebre poesia di Brecht riportata in auge da Servillo nel bel film di Andò, non ha neppure senso parlare di sinistra se non la si definisce. Non sono gli aggettivi che mancano, sono i sostantivi che sono deboli. E’ su questi ultimi che bisogna concentrarsi.</p>
<p>Non sarà originale ma è bene ribadire che l’obiettivo del<strong>l’uguaglianza è una delle discriminanti essenziali che separano nettamente destra da sinistra. </strong></p>
<p>La prova in negativo la abbiamo avuta. L’attuale crisi è figlia dell’aumento enorme delle diseguaglianze su scala globale e nei singoli paesi e a sua volta le ha accentuate. Secondo Hickel le 358 persone più ricche al mondo hanno una ricchezza pari a quella del 45% più povero della popolazione mondiale. I 3 individui più ricchi del pianeta assommano tesori pari a quelli di tutti i paesi meno sviluppati radunati insieme, ossia 600 milioni di persone. Queste iperdiseguaglianze non sono solo il risultato cui il finanzcapitalismo strutturalmente tende, specialmente in assenza di un’adeguata resistenza al suo corso, ma l’implementazione di un pensiero politico, quello neo liberista, quello che prese le mosse dal Manifesto di Mont Pelerin del ’47, per cui la diseguaglianza è in sé un fattore di progresso e di dinamismo sociale. Se si vuole combattere le diseguaglianze deve nascere un altro pensiero politico, di cui bisogna cercare i principi fondanti.</p>
<p>La storia ha dimostrato ancora una volta il contrario dei mantra liberalisti. Ma la sinistra paga il fatto che laddove storicamente il principio di uguaglianza ha trovato applicazione ha portato a un “intruppamento massificante” (per dirla con Pellizzetti) sopra il quale si ergeva la casta dei dirigenti di partito occupati a sbranarsi tra loro. Oggi l’uguaglianza non può limitarsi a essere quella delle opportunità di partenza, come è in un certo pensiero liberale radicale, perché questo nulla garantirebbe contro l’aprirsi di baratri di diseguaglianza successivi, né può coincidere con il concetto di identità.</p>
<p>Anzi l’uguaglianza di cui abbiamo bisogno deve convivere con l’idea di differenza. La differenza di genere, di cultura, di opzioni di vita. Una differenza che non richiede di essere misurata con il denaro, di determinare una scala di valori sociali, di ingabbiare la società in ceti e caste. Una differenza che è uno dei presupposti della libertà. Non solo di quella negativa, che tanto piaceva a Isaiah Berlin, ovvero la libertà “da”, ma quella positiva: la libertà “di”. La prima considera lo stato un nemico invasivo. La seconda si propone di curvarlo alle esigenze della società. Alla prima in fondo non serve più di tanto la democrazia, le basta una condizione passiva di non oppressione. La seconda può solo inverarsi nella democrazia come partecipazione a ogni livello e spingere all’intreccio tra democrazia delegata e democrazia diretta. La prima postula la dignità di non essere offeso, la seconda la dignità del fare come responsabilità verso sé e gli altri – alcuni la chiamano solidarietà o fraternità – e considera come massima offesa l’indifferenza.</p>
<p>Cosa ostacola che chi condivide veramente questi valori possa unirsi e praticarli politicamente? In fondo è quello che già accade nelle esperienze migliori che si sviluppano nel tessuto civile e sociale.</p>
<p><em>(fonte::Micromega online, 21 maggio 2013)</em></p>
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		<title>Pdl e PD &#8211; In tre mesi perdono per strada più del 60%  degli elettori</title>
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		<pubDate>Wed, 29 May 2013 18:58:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ANALISI DEL VOTO. I dati elaborati dall&#8217;Istituto Cattaneo. Per facilitare l&#8217;approfondimento del risultato delle recenti elezioni amministrative, riportiamo l&#8217;analisi del voto dell&#8217;Istituto Cattaneo di Bologna. La Redazione del sito.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><strong>ANALISI DEL VOTO</strong>. I dati elaborati dall&#8217;Istituto Cattaneo.</span><i><br />
</i></p>
<p><span style="color: #ff0000;">Per facilitare l&#8217;approfondimento del risultato delle recenti elezioni amministrative, riportiamo l&#8217;analisi del voto dell&#8217;Istituto Cattaneo di Bologna. <em>La Redazione del sito.</em></span></p>
<p><a href="http://www.centroconcettomarchesi.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/Istituto-Cattaneo-jpg.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1906" alt="Istituto  Cattaneo  jpg" src="http://www.centroconcettomarchesi.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/Istituto-Cattaneo-jpg.jpg" width="1040" height="1437" /></a></p>
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		<title>Il mondo nel 2030</title>
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		<pubDate>Mon, 27 May 2013 19:07:40 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[POLITICA E SOCIETA']]></category>

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		<description><![CDATA[di Ignacio Ramonet Ogni quattro anni, con l’inizio del nuovo mandato presidenziale negli Stati Uniti, il National Intelligence Council (NIC), l’ufficio di analisi e di anticipazione geopolitica ed economica della CIA (NIC), pubblica un rapporto che diventa automaticamente un riferimento &#8230; <a href="http://www.centroconcettomarchesi.it/wordpress/il-mondo-nel-2030/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><span style="color: #ff0000;">di Ignacio Ramonet</span></p>
<p>Ogni quattro anni, con l’inizio del nuovo mandato presidenziale negli Stati Uniti, il National Intelligence Council (NIC), l’ufficio di analisi e di anticipazione geopolitica ed economica della CIA (NIC), pubblica un rapporto che diventa automaticamente un riferimento per tutte le cancellerie del mondo.</p>
<p><a href="http://www.centroconcettomarchesi.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/image.png"><img class="alignleft size-full wp-image-1901" alt="image" src="http://www.centroconcettomarchesi.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/image.png" width="210" height="210" /></a>Anche se, ovviamente, si tratta di una visione molto parziale (quella di Washington), elaborata da un’agenzia (la CIA) la cui missione principale è difendere gli interessi degli Stati Uniti, il rapporto strategico del NIC presenta una indiscussa utilità perchè è il risultato della messa in comune – rivista da tutte le agenzie di intelligence USA – di studi elaborati da esperti indipendenti di varie università e di molti altri paesi (Europa, Cina, India, Africa, America Latina, mondo arabo-mussulmano, ecc.).</p>
<p>Il documento confidenziale che il presidente Barak Obama ha trovato sulla scrivania del suo ufficio alla Casa Bianca lo scorso 21 gennaio, quando ha iniziato il suo secondo mandato, è stato appena pubblicato col titolo <em>Global Trends 2030. Alternative Worlds (Tendenze mondiali 2030: nuovi mondi possibili</em>).</p>
<p><span id="more-1899"></span>Cosa ci dice questo documento? La principale constatazione è il declino dell’Occidente.</p>
</div>
<div>
<p>Per la prima volta dal secolo XV, i paesi occidentali stanno perdendo potere rispetto alle nuove potenze emergenti . Comincia la fase finale di un ciclo di cinque secoli di dominazione occidentale del mondo. Anche se gli Stati Uniti continueranno ad essere una delle principali potenze del pianeta, perderanno la loro egemonia economica a favore della Cina. E non eserciteranno più la loro “egemonia militare solitaria” come hanno fatto dalla fine della Guerra Fredda (1989). Andiamo verso un mondo multipolare in cui nuovi attori (Cina, India, Brasile, Russia, Sudafrica) costituiranno solidi poli continentali e disputeranno la supremazia internazionale a Washington e ai suoi alleati storici (Giappone, Germania, Regno Unito e Francia).</p>
<p>Per avere un’idea dell’importanza e della rapidità del declassamento occidentale che si avvicina, è sufficiente segnalare queste cifre: la parte dei paesi occidentali nell’economia mondiale passerà dal 56% di oggi al 25% nel 2030 .. Una delle principali conseguenze è che gli Stati Uniti e i loro alleati probabilmente non disporranno più dei mezzi finanziari per assumere il ruolo di gendarmi del mondo &#8230; Così che questo cambio strutturale (insieme alla profonda crisi economico-finanziaria attuale) riuscirà ad ottenere quello che né l’Unione Sovietica né Al Qaeda sono riusciti a ottenere: indebolire per lungo tempo l’Occidente.</p>
<p>Secondo questo rapporto, in Europa la crisi durerà almeno un decennio, cioè fino al 2023 &#8230; E, sempre secondo questo documento della CIA, non è sicuro che l’Unione Europea riesca a mantenere la sua coesione. Nel frattempo viene confernata l’emergenza rappresentata dalla Cina come seconda economia mondiale, con l’aspirazione di diventare la prima. Nello stesso tempo gli altri paesi del gruppo cosiddetto BRICS (Brasile Russia, India e Sudafrica) si piazzano in seconda linea, in diretta competizione con gli antichi imperi dominanti del grupppo JAFRU (Giappone, Germania, Francia, Regno Unito).</p>
<p>Al terzo posto appaiono ora una serie di potenze intermediarie, con demografia in rialzo e forti tassi di crescita economica, chiamate anch’esse a diventare poli egemonici regionali e tendenti a trasformarsi in un gruppo di influenza mondiale, il CINETV (Colombia, Indonesia, Nigeria, Etiopia, Turchia, Vietnam).</p>
<p>Ma, da qui al 2030, nel Nuovo Sistema Internazionale, alcune delle più grandi collettività del mondo non saranno paesi ma comunità unite e legate fra sé attraverso internet e le reti sociali. Ad esempio “Facebooklandia”: più di mille milioni di utilizzatori&#8230; O “Twitterlandia”, più di 800 milioni&#8230; la cui influenza nel “gioco dei troni” della geopolitica mondiale potrà rivelarsi decisiva. Le strutture di potere si diluiranno grazie all’accesso universale alla rete e all’uso di nuovi strumenti digitali. Riguardo a questo il rapporto della CIA annuncia l’apparizione di tensioni tra cittadini e alcuni governi iin dinamiche che diversi sociologi definiscono ‘post-politiche’ o post-democratiche’ &#8230; Da un lato la generalizzazione dell’accesso alla Rete e l’universalizzazione dell’uso di nuove tecnologie permetteranno alla cittadinanza di raggiungere alte quote di libertà e di sfidare i propri rappresentanti politici (come durante la primavera araba o la crisi degli ‘indignados’). Ma allo stesso tempo, secondo gli estensori del rapporto, questi stessi strumenti elettronici daranno ai governi “una capacità senza precedenti per vigilare i loro cittadini”.</p>
<p>“La tecnologia – aggiungono gli analisti di Global Trends 2030 – continuerà ad essere la grande livellatrice e i futuri magnati di Internet, come ad esempio Google e Facebook, possiedono intere montagne di dati e gestiscono in tempo reale molta più informazione di qualsiasi governo”.</p>
<p>Per questo la CIA raccomanda all’Amministrazione USA di far fronte a questa eventuale minaccia rappresentata dalle grandi corporations di Internet attivando lo Special Collection Service, un servizio di intellegence ultra/segreto – amministrato insieme dalla NSA (National Security Service) e dallo SCE (Service Cryptologic Elements) delle Forze Armate – specializzato nella captazione clandestina di informazioni di origine elettromagnetica. Il pericolo che un gruppo di imprese private controlli tutta questa massa di dati risiede, principalmente, nel fatto che potrebbe condizionare il comportamento su grande scala della popolazione mondiale e anche delle entità governative. Si teme anche che il terrorismo yihaidista venga sostituito da un cyber-terrorismo ancor più spaventoso.</p>
<p>La CIA prende sul serio questo nuovo tipo di minaccia, il fatto che, alla fine, il declino degli Stati Uniti non sarà stato causato da una minaccia esterna ma da una crisi interna: il crollo economico iniziato nel 2008.</p>
<p>Il rapporto insiste sul fatto che la geopolitica di oggi deve interessarsi dei nuovi fenomani che non abbiano, principalmente, un carattere militare. Ma, anche se le minacce militari non sono scomparse (si veda le intimidazioni armate contro la Siria o il recente atteggiamento della Corea del Nord e il suo annuncio di un possibile uso delle armi nucleari), i pericoli principali che oggi corrono le nostre società sono di ordine non-militare: cambio climatico, conflitti economici, crimine organizzato, guerre elettroniche, esaurimento delle risorse naturali&#8230;</p>
<p>Su quest’ultimo aspetto, il rapporto indica che una delle risorse che più velocemente si sta esaurendo è l’acqua dolce. Nel 2030 il 60% della popolazione mondiale avrà problemi di rifornimento di acqua, dando luogo all’apparizione di “conflitti idrici” &#8230; Riguardo alla fine degli idrocarburi invece, la CIA si mostra molto più ottimista degli ecologisti. Grazie alle nuove tecniche della ‘fratturazione idraulica’, lo sfruttamento di petrolio e gas di scisto sta raggiungendo livelli eccezionali. Gli Stati Uniti sono già autosuffcienti per quanto riguarda il gas e nel 2030 lo saranno per quanto riguarda il petrolio, il che abbassa i loro costi di produzione manifatturiera e suggerisce la ri-localizzazione delle loro industrie. Ma se gli USA – principali importatori di idrocarburi – smettono di importare petrolio, si può prevedere che i prezzi cadranno. Quali saranno allora le conseguenze per gli attuali paesi esportatori?</p>
<p>Nel mondo verso cui andiamo, il 60% delle persone vivrà, per la prima volta nella storia dell’umanità, nelle città. E, a conseguenza della riduzione della povertà, le classi medie saranno dominanti e si triplicheranno, passando dai 1.000 ai 3.000 milioni di persone. Questo fatto, anche se rappresenta in sé una colossale rivoluzione, porterà com conseguenza, tra altri effetti, una cambiamento generale nelle abitudini alimentari e, in particolare, un aumento del consumo di carne su scala planetaria. Il che aggraverà la crisi ambientale. Perchè si moltiplicherà l’allevamento del bestiame, dei maiali e dei polli; e qusto implica una spreco di acqua (per produrre mangimi), di pascoli, di fertilizzanti e di energia. Con conseguenze negative in termini di effetto serra e riscaldamento globale&#8230;.</p>
<p>Il rapporto della CIA informa anche che, nel 2030, gli abitanti del pianeta saranno 8.400 milioni ma l’aumento demografico finirà in tutti i continenti tranne l’Africa, con il conseguente invecchiamento generale della popolazione mondiale. Invece il legame tra l’essere umano e le tecnologie protesiche accelererà la mess a punto di nuove generazioni di robots e l’apparizione di “superuomini” capaci di prodezze fisiche e intellettuali inedite.</p>
<p>Poche volte si può predire il futuro. Non per questo bisogna smettere di immaginarlo in termini di prospettiva.</p>
<p>Prepariamoci ad agire davanti a differenti circostanze possibili, delle quali una sola si avvererà.</p>
<p>Anche se abbiamo già avvertito che la CIA ha il suo punto di vista soggettivo sul cammino del mondo, punto di vista condizionato dal prisma della difesa degli interessi statunitensi, il suo rapporto quadriennale non per questo non può costituire uno strumento estremamente utile.</p>
<p>La sua lettura ci aiuta a prendere coscienza delel rapide evoluzioni in corso, e a riflettere sulla possibilità di ognuno di noi ad intervenire e fissare la rotta.</p>
<p>Per costruire un futuro più giusto.</p>
<p>(traduzione di Daniela Trollio, Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” Via Magenta 88, Sesto S.Giovanni)</p>
<p><em><span style="color: #ff0000;">La Redazione del sito.</span></em></p>
</div>
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		<title>IL CANTO DELLE CICALE</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 19:42:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[IL CENTRO CULTURALE CONCETTO MARCHESI L&#8217;EDITRICE AURORA INVITANO  ALLA PRESENTAZIONE, PROMOSSA DALLA BIBLIOTECA DELLA ZONA 3, DEL LIBRO  “IL CANTO DELLE CICALE” di GIUSEPPE AUGURUSA (MINERVA EDIZIONI) GIOVEDI’ 30 MAGGIO ore 18.00 presso la SALA della BIBLIOTECA di Via Valvassori Peroni &#8230; <a href="http://www.centroconcettomarchesi.it/wordpress/il-canto-delle-cicale/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center">IL CENTRO CULTURALE CONCETTO MARCHESI</p>
<p align="center">L&#8217;EDITRICE AURORA</p>
<p align="center"><b>INVITANO  ALLA PRESENTAZIONE, PROMOSSA DALLA BIBLIOTECA DELLA ZONA 3, DEL LIBRO </b></p>
<p align="center"><b>“IL CANTO DELLE CICALE”</b><b> </b></p>
<p align="center"><b>di <span style="color: #ff0000;">GIUSEPPE AUGURUSA </span>(MINERVA EDIZIONI)</b></p>
<p align="center"><b>GIOVEDI’ 30 MAGGIO</b></p>
<p align="center"><b>ore 18.00</b></p>
<p align="center"><b>presso la SALA della BIBLIOTECA di Via Valvassori Peroni 56 Milano</b></p>
<p><b> </b><b>ne parlano con l’autore:</b></p>
<p><b></b><b></b><span style="color: #ff0000;"><b>RENATO SACRISTANI</b></span><b>    </b><b>Presidente della zona 3 e, al tempo della vertenza Hitman oggetto del libro, consulente in Provincia di Milano</b></p>
<p><b><span style="color: #ff0000;">MARIA SCIANCATI</span>         </b><b>Già Segretaria Generale della FIOM  CGIL di Milano</b></p>
<p><b><span style="color: #ff0000;">BRUNO CASATI </span>            </b><b>Presidente del C.Culturale “Concetto Marchesi” e, al tempo della vertenza Hitman, Assessore al Lavoro della Provincia di Milano</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>PER RICORDARE ROBERTO FORESTI</title>
		<link>http://www.centroconcettomarchesi.it/wordpress/per-ricordare-roberto-foresti/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 17:48:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[leporale]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[IN PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[SEGNALIAMO]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli amici di ROBERTO FORESTI Gli ex colleghi dell’AEM di allora I Compagni del sindacato oggi di A2A I Compagni di Italia-Cuba   Si incontrano   VENERDI’ 31 MAGGIO dalle ore 17.00 p/o LA CASA DELL’ENERGIA di A2A di P.zza &#8230; <a href="http://www.centroconcettomarchesi.it/wordpress/per-ricordare-roberto-foresti/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: x-large;">Gli amici di ROBERTO FORESTI</span></b></p>
<p><b><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: x-large;">Gli ex colleghi dell’AEM di allora</span></b></p>
<p><b><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: x-large;">I Compagni del sindacato oggi di A2A</span></b></p>
<p><b><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: x-large;">I Compagni di Italia-Cuba</span></b></p>
<p><b><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: x-large;"> </span></b></p>
<p><b><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: x-large;">Si incontrano</span></b></p>
<p><b><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;"> </span></b></p>
<p align="center"><b><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: xx-large;">VENERDI’ 31 MAGGIO dalle ore 17.00</span></b></p>
<p align="center"><b><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: x-large;">p/o LA CASA DELL’ENERGIA di A2A di P.zza PO MILANO</span></b></p>
<p><b><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: x-large;"> </span></b></p>
<p align="center"><b><span style="color: red; font-family: 'Times New Roman'; font-size: xx-large;"> </span></b></p>
<p><b><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: x-large;">per</span></b><b><span style="color: red; font-size: xx-large;"> RICORDARE ROBERTO FORESTI</span></b></p>
<p><b><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: xx-large;"> </span></b></p>
<p><b><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: x-large;">ne parleranno, con altri</span></b></p>
<p><b><span style="color: purple; font-family: 'Times New Roman'; font-size: xx-large;"> </span></b></p>
<p><b><span style="color: purple; font-family: 'Times New Roman'; font-size: xx-large;">CARLO GHEZZI</span></b><b><span style="font-size: xx-large;">     </span></b><b><span style="font-size: x-large;">allora Segretario Generale della Camera del Lavoro di Milano e oggi Segretario della Fondazione “Giuseppe Di Vittorio”</span></b></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: x-large;"> </span></p>
<p><b><span style="color: purple; font-family: 'Times New Roman'; font-size: xx-large;">BRUNO CASATI</span></b><span style="font-size: x-large;">         <b>allora Segretario Generale del Sindacato CGIL Energia ed oggi Presidente del Centro Culturale “CONCETTO MARCHESI”</b></span></p>
<p><b><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: x-large;"> </span></b><b><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: x-large;"> </span></b></p>
<p><b><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: x-large;">Seguirà un rinfresco</span></b></p>
<p><b><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: x-large;">Sarà a disposizione un libro della EDITRICE AURORA con </span></b><b><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: x-large;">testimonianze sulla vita del Compagno ROBERTO FORESTI</span></b></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><a href="http://www.centroconcettomarchesi.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/Per-ricordare-Roberto.pdf"><span style="color: #ff0000;">Per-ricordare-Roberto</span></a>.pdf</span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: small;"> </span></p>
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		</item>
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		<title>Santanchè, Bocassini e le donne</title>
		<link>http://www.centroconcettomarchesi.it/wordpress/santanche-bocassini-e-le-donne/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 14:08:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[leporale]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[IN PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA E SOCIETA']]></category>

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		<description><![CDATA[di  Albarosa Raimondi Durante la puntata di Servizio Pubblico del 16/5/2013 l’on. Daniela Santanchè ha cercato di svilire il lavoro e la requisitoria della pm. Ilda Boccassini, senza rispetto per l’enorme lavoro da lei svolto, in oggettive condizioni di gravi difficoltà, &#8230; <a href="http://www.centroconcettomarchesi.it/wordpress/santanche-bocassini-e-le-donne/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="color: #ff0000;">di  Albarosa Raimondi</span></em></p>
<p>Durante la puntata di Servizio Pubblico del 16/5/2013 l’on. Daniela Santanchè ha cercato di svilire il lavoro e la requisitoria della pm. Ilda Boccassini, senza rispetto per l’enorme lavoro da lei svolto, in oggettive condizioni di gravi difficoltà, visti i continui tentativi di intimidazione a cui è stata sottoposta dall’inizio del processo in cui è imputato  Silvio Berlusconi.</p>
<p><a href="http://www.centroconcettomarchesi.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/daniela-santanchè.jpg"><img class="size-full wp-image-1846 alignright" alt="daniela santanchè" src="http://www.centroconcettomarchesi.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/daniela-santanchè.jpg" width="351" height="345" /></a>L&#8217;onorevole, oltre ad aver, di fatto,  tenuto un comizio basato principalmente sulla revisione della verità, ha recitato la parte di difensore delle donne (femmine!).</p>
<p>Vorrei ricordare che il mondo femminile è ben altra cosa da quello descritto dall’onorevole. E’ popolato da ragazze, donne che vivono dignitosamente: studiando, lavorando e correndo tutto il giorno nel tentativo di far quadrare il tempo con tutte le cose che hanno da fare per sé e per gli altri, senza cercare scorciatoie.</p>
<p><span id="more-1845"></span>La prostituzione non è mai un indice di libertà, anche la libertà sessuale è altra cosa, rientra nelle piacevoli scelte personali. Vendere o affittare il proprio corpo nulla ha a che vedere con la femminilità e tanto meno con rivendicazioni femministe: non è dignitoso né si può dire che rientri nei piaceri della vita.</p>
<p>Trovo umiliante che ragazze giovani, minorenni ma anche maggiorenni, siano disposte a prostituirsi con anziani  con cui sicuramente “vanno” solo per interesse e certo non per passione. Tutto ciò è ancora più umiliante quando avviene non per fame, ma per avidità, per l’appunto, di abiti o borse firmate o comunque per tutto ciò che viene considerata esternazione di lusso.</p>
<p>Esistono, e per fortuna sono molte, donne che svolgono seriamente e onestamente il proprio lavoro, senza farsi intimidire: la Boccassini ne è una rappresentante. Svolgere il suo ruolo non deve essere stato facile, tenere una requisitoria di 6 ore sotto gli occhi di tutti deve essere stato molto difficile, sicuramente molto più che sedere in Parlamento o partecipare a trasmissioni dove si può dire quello che si vuole.</p>
<p>Mi spiace che anche in questo caso il PD si sia fatta scappare l’occasione di difendere un magistrato onesto. Mi spiace che nemmeno le donne del PD abbiano da dire qualcosa.</p>
<p><a href="http://www.centroconcettomarchesi.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/ilda-bocssini.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1847" alt="ilda bocssini" src="http://www.centroconcettomarchesi.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/ilda-bocssini.jpg" width="638" height="460" /></a>A me la Boccassini ha restituito l’orgoglio, negli ultimi tempi messo a dura prova, di appartenere al genere femminile.</p>
<p>Quanto al razzismo credo che chi è alleato con la Lega potrebbe cogliere l’occasione di tacere.</p>
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		<title>&#8220;Non è tempo di sedersi in poltrona&#8221;</title>
		<link>http://www.centroconcettomarchesi.it/wordpress/non-e-tempo-di-sedersi-in-poltrona/</link>
		<comments>http://www.centroconcettomarchesi.it/wordpress/non-e-tempo-di-sedersi-in-poltrona/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 May 2013 05:58:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[leporale]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.centroconcettomarchesi.it/wordpress/?p=1773</guid>
		<description><![CDATA[di Maria Sciancati   *Già segretaria provinciale della FIOM-CGIL di Milano La mia è una storia di impegno politico e sindacale iniziata tanto tempo fa. Impegno politico a sinistra, impegno sindacale tra, con e per le lavoratrici e i lavoratori. &#8230; <a href="http://www.centroconcettomarchesi.it/wordpress/non-e-tempo-di-sedersi-in-poltrona/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;">di Maria Sciancati   *Già segretaria provinciale della FIOM-CGIL di Milano</span></p>
<p><strong>La mia è una storia di impegno politico e sindacale iniziata tanto tempo fa</strong>. Impegno politico a sinistra, impegno sindacale tra, con e per le lavoratrici e i lavoratori. Dai giorni della mia scelta di giovane operaia metalmeccanica di iscrivermi alla Fiom e poi di assumere il ruolo di delegata di fabbrica è passata molta acqua sotto i ponti. Ed è stata proprio quell’esperienza che ha segnato la mia vita. Da lì è iniziato un percorso appassionante che mi ha portato, nel 2006, alla guida della Fiom di Milano.<strong> E’ stata un’esperienza straordinaria</strong> e, non lo nascondo, faticosa. Perché non è facile confrontarsi quotidianamente con i licenziamenti, con le chiusure delle aziende e con le ripercussioni che hanno sulla vita delle donne e degli uomini. Non è facile se quelle donne e quegli uomini non sono numeri ma compagni di lotte che spesso non sono state vincenti. Non è facile perché i ritmi imposti non concedono il tempo per approfondire, per riflettere, per “studiare”.</p>
<p>Lo scorso anno, raggiunti i requisiti per la pensione, ho deciso di “passare il testimone”, ma non di ritirarmi a vita privata perché continuo a credere che nessun cambiamento positivo sarà possibile senza l’impegno attivo di chi crede fermamente in un modo più giusto e dignitoso di lavorare e vivere e senza l’agire collettivo, senza la politica.</p>
<p>Ma l’agire collettivo ha bisogno di luoghi in cui esprimersi, così come la politica quando non è strumento al servizio dell’affermazione personale.</p>
<p><strong>Per questo ho deciso di mettere parte del mio tempo e di portare la mia esperienza in un “luogo” fortemente caratterizzato a sinistra</strong>, dove si discute e si organizzano iniziative culturali e politiche che hanno il dichiarato obiettivo di produrre riflessioni, di diffondere valori, di intervenire per modificare il presente.</p>
<p>Questi sono tempi cupi, segnati dalla regressione culturale, dalla cancellazione dei diritti e delle conquiste, da una crisi che peggiora drammaticamente le condizioni di lavoro e produce malessere, paura, povertà, che accentua le disuguaglianze.</p>
<p><strong>Credo che nessuno che abbia lottato per un presente e un futuro diverso possa permettersi il lusso di “sedersi in poltrona”</strong>, di disinteressarsi a ciò che accade, di sottrarsi all’impegno.</p>
<p>E’ con questo spirito che ho deciso di partecipare alla vita del <strong>Centro Culturale Concetto Marchesi,</strong> così come di proseguire la mia lotta al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>LE “PRETESE” DI MARX</title>
		<link>http://www.centroconcettomarchesi.it/wordpress/le-pretese-di-marx/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 May 2013 06:47:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[leporale]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[IN PRIMO PIANO]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.centroconcettomarchesi.it/wordpress/?p=1716</guid>
		<description><![CDATA[IL CENTRO CULTURALE “CONCETTO MARCHESI”  E   L’ASSOCIAZIONE CULTURALE “PUNTO ROSSO”                                 ORGANIZZANO PER GIOVEDI’ 16 MAGGIO alle ore 18.00 p/o la sede del Centro &#8230; <a href="http://www.centroconcettomarchesi.it/wordpress/le-pretese-di-marx/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color: #ff0000;">IL CENTRO CULTURALE “CONCETTO MARCHESI”  E   </span><span style="color: #ff0000;"> L’ASSOCIAZIONE CULTURALE “PUNTO ROSSO”                                </span></strong></p>
<p><b>ORGANIZZANO PER</b></p>
<p align="center"><b>GIOVEDI’ 16 MAGGIO alle ore 18.00</b></p>
<p align="center"><b>p/o la sede del Centro di via Spallanzani 6 Milano </b><b>la presentazione del libro di </b><b>SANDRO VALENTINI</b></p>
<p align="center"><b style="color: #000000;">LE “PRETESE” DI MARX</b> (edizioni PUNTO ROSSO)</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><b>Partecipano, oltre all’autore:</b></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><b>LUIGI VINCI     </b><b>                (PUNTO ROSSO)</b></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><b>BRUNO CASATI     </b><b>        ( P.R.C. )</b></span></p>
<p><b></b><span style="color: #ff0000;"><b>TINO MAGNI    </b><b>                ( S.E.L. )</b></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><b>Introduce</b></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><b>MARIA GRAZIA MERIGGI</b></span></p>
<h1><a href="http://www.centroconcettomarchesi.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/Invito-presentazione-libro.pdf">Invito presentazione libro</a>   <span style="color: #ff0000;"><b>                                                                  </b></span></h1>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Compagni, adesso che si fa? Dibattito a sinistra</title>
		<link>http://www.centroconcettomarchesi.it/wordpress/per-un-nuovo-soggetto-politico-della-sinistra-anti-liberista/</link>
		<comments>http://www.centroconcettomarchesi.it/wordpress/per-un-nuovo-soggetto-politico-della-sinistra-anti-liberista/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 20 Apr 2013 07:12:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[leporale]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[IN PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA E SOCIETA']]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.centroconcettomarchesi.it/wordpress/?p=1609</guid>
		<description><![CDATA[Per un nuovo soggetto politico della sinistra anti-liberista.  di Marco dal Toso.   Intervento nell&#8217;ambito dell&#8217; iniziativa &#8220;Compagni, adesso che si fa? Dibattito a sinista&#8221;, del nostro Centro Concetto Marchesi. Le elezioni politiche  del febbraio 2013 sono state per la &#8230; <a href="http://www.centroconcettomarchesi.it/wordpress/per-un-nuovo-soggetto-politico-della-sinistra-anti-liberista/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h6><strong>Per un nuovo soggetto politico della sinistra anti-liberista.  </strong><span style="color: #ff0000;"><em>di Marco dal Toso.   <em>Intervento nell&#8217;ambito dell&#8217; iniziativa &#8220;Compagni, adesso che si fa? Dibattito a sinista&#8221;, del nostro Centro Concetto Marchesi.</em><br />
</em></span></h6>
<p><a href="http://www.centroconcettomarchesi.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/04/alfa-romeo-rep-torni-1920.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1640" alt="alfa-romeo-rep-torni-1920" src="http://www.centroconcettomarchesi.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/04/alfa-romeo-rep-torni-1920.jpg" width="770" height="600" /></a>Le elezioni politiche  del febbraio 2013 sono state per la sinistra italiana  e per il nostro partito (PRC) una vera e propria disfatta.</p>
<p>Ragioni politiche, culturali e di trasformazione  sociale della realta’  di lungo periodo l’hanno determinata e non si puo’, ovviamente, addebitare solo  all’ ultima fase  relativa alla  scelta della costituzione del cartello elettorale di Rivoluzione Civile la principale  responsabilita’. La sconfitta riguarda  tutta la sinistra; il centro-sinistra nel suo insieme (il risultato del Pd e Sel sono fortemente al di sotto delle aspettative) e la sinistra radicale che vorremmo cercare di rappresentare.</p>
<p>Sel, che sembra muoversi verso una possibile confluenza all’interno del Pd, e’ attraversata da pesanti contraddizioni interne, raggiunge l’unico obiettivo (certamente non indifferente ) di ottenere, grazie al “porcellum”, una piu’ che sufficiente  rappresentanza istituzionale . Anche la gestione della vicenda relativa all’elezione del Presidente della Repubblica potrebbe essere uno spartiacque definitivo per la rappresentazione di una sinistra istituzionale che vuole muoversi, in sintonia con la costituzione repubblicana (centralita’ del lavoro e difesa dei beni comuni) oppure  in continuita’ con il liberismo temperato praticato nel nostro paese  anche dal centro – sinistra  e sostenuto dalle istituzioni europee in tutti questi anni .</p>
<p><span id="more-1609"></span></p>
<p>Difficile prevedere  lo sviluppo di una dinamica politica futura  del Pd destinata, probabilmente, a contrapporre una possibile linea “socialdemocratica” politicamente rappresentata dai giovani turchi, da una parte di Sel  e da una nuova direzione (Barca) a quella piu’ contradditoria e liberaldemocratica rappresentata da Renzi e Veltroni.</p>
<p>Molte riunioni conclusesi con il varo di approfonditi documenti, gia’  lo hanno rilevato, e una diffusa pubblicistica politica sulla rete e sulla stampa si e’ gia’ sviluppata. Personalmente, ritengo che con l’attuale legge elettorale non vi fosse, in alcun modo, uno spazio elettorale  sufficiente  fra il voto di protesta del Movimento cinque Stelle e il voto utile per il centro-sinistra in chiave anti-berlusconiana. Certo la rappresentanza istituzionale non puo’ essere il centro delle nostre strategie politiche. Tuttavia, in una fase economica e sociale nella quale certamente i rapporti di forza fra le classi non sono favorevoli al movimento operaio, non irrilevante per essere percepiti dai lavoratori e dai cittadini  come  utili per il raggiungimento di obiettivi, magari minimi, ma concreti.</p>
<p>Ma sono vicende del passato e parliamo del futuro.</p>
<p>La crisi di Rifondazione (crisi, ovviamente, non solo nostra) é profonda e, purtroppo, irreversibile. Perdita di consensi, diminuzione del numero degli iscritti, scarso radicamento territoriale e nei luoghi di lavoro del PRC. Altri partiti, prossimamente, celebreranno i loro congressi straordinari (Pdci e Idv a giugno, Sel a ottobre).</p>
<p>Sotto il profilo della cultura politica, non si e’ realizzata quella sintesi di “rifondazione “ fra culture politiche diverse (quella del Pci nelle sue diverse versioni, demoproletaria, trotzkista ecc) che, nel periodo di crisi, si sono inevitabilmente rinchiuse  a riccio nelle loro granitiche certezze.</p>
<p>Occorre avere l’onesta’ intellettuale di riconoscere che un ciclo politico, quello del Prc, ma anche di altri soggetti politici, si e’ compiuto definitivamente(1991-1998/2008-2013)  certamente con molti  meriti. Rifondazione, a mio parere , ha esaurito definitivamente la sua spinta propulsiva a rappresentare con efficacia e utilità le istanze delle classi sociali subalterne del nostro Paese che vorremmo rappresentare e che, da tempo, ci hanno voltato le spalle .</p>
<p>Vi e’ quindi la necessità di una discussione aperta, fuori da schieramenti precostituiti e che necessariamente deve essere di natura congressuale per tentare di comprendere come mai tutte le proposte politiche tendenti a invertire la frammentazione della sinistra radicale (sette e più scissioni nel corso di venti anni) negli ultimi anni siano fallite: dalla Federazione della Sinistra fino al tentativo “verticistico” di costruire “Rivoluzione Civile”.</p>
<p>Credo che Rifondazione Comunista e il suo gruppo dirigente nazionale debba mettersi, con generosità, a disposizione della sinistra italiana, del movimento operaio e sindacale (a partire dalla Fiom) delle sue rivendicazioni, costituendo insieme ad altri (soggetti politici, sociali, di movimento della sinistra di alternativa) un nuovo soggetto politico dal chiaro profilo programmatico anti-liberista  che metta in evidenza i contenuti e non il contenitore. Un campo aperto al punto di includere i contenuti e programmi comuni alle lotte sociali di questi anni (lavoro, beni comuni, fisco, Stato sociale, istruzione, democrazia sindacale, diritti, pace)  e altresì di rendere visibile una visione della società alternativa a quella dominante.</p>
<p>Non si tratta solo di rinnovare il gruppo dirigente, ma di uscire da una logica autoreferenziale che, spesso, in passato ha bloccato possibili convergenze  perché bloccati da rispettive rivalità.</p>
<p>A sinistra del Pd esiste uno spazio politico, come in tutta Europa a sinistra delle socialdemocrazie, che può essere oggi  occupato da un nuovo soggetto politico  di “sinistra anti-liberista  “ e al di fuori dal Pd che magari, fin da oggi, tramite la costituzione di un’associazione politica di rilievo nazionale ne supporti il suo consolidamento.</p>
<p>Alcuni compagni e compagne pongono la questione comunista nel nostro paese. Tutti coloro che hanno agitato, in questi dieci anni, il tema dell’unita’ di tutti i comunisti hanno poi  costituito le loro mini –organizzazioni. Essere comunisti vuol dire proclamarsi o dirsi “comuisti”? Non credo.</p>
<p>Ogni realta’ nazionale ha le sue specificita’ (lo e’ per i comunisti spagnoli all’interno di IU, per i comunisti francesi all’interno del Front de Gauche, per quelli greci all’interno di Syriza) e quella italiana risente di una realta’ particolare dove la critica antisistema viene condotta da una forza interclassista (Movimento 5 stelle) che non sara’ un fenomeno transitorio. I comunisti devono, dunque,  attrezzarsi</p>
<p>Il nuovo soggetto politico dovrà avere due discriminanti: la rinegoziazione del <i>fiscal compact</i> e la condivisione di politiche coerentemente anti-liberiste, a partire da una serrata critica nei confronti della costituzionalizzazione dell’obbligo di bilancio. Soggetto aperto anche a tutti e tutte coloro che comunisti non sono, ma che si schierano contro l’ordine sociale esistente e le ingiustizie sociali riprodotte dallo stesso.</p>
<p>Sulle alleanze elettorali: nessuna preclusione ad una nuova interlocuzione con un nuovo centro-sinistra che si caratterizzi per una serrata critica alle politiche di austerità volute dalla Bce. Diversamente, rischieremmo l’inevitabile isolamento e l’inutilità.</p>
<p>Sui contenuti (salario, reddito di cittadinanza, nuovo modello di sviluppo, democrazia sindacale) dell’alleanza, il nuovo soggetto politico dovra’ decidere di conseguenza in relazione a due o tre punti ritenuti centrali per la configurazione dell’alleanza stessa.</p>
<p>L’adesione obbligatoria alla Sinistra Europea, in tema di collegamento internazionale, non può essere la condizione ritenuta “essenziale “ per costituire un soggetto politico aperto, inclusivo della sinistra di alternativa che non si sottrae, però, alla richiesta di cambiamento che le classi sociali che vogliamo rappresentare   intendono  realizzare .</p>
<p>Insieme ad altri e altre ho partecipato al processo fondativo nel 1991  di Rifondazione Comunista che, mi auguro,  intraprenda almeno una parte della strada che qui ho indicato. Diversamente, occorrerà rispettare, con sensibilità, le scelte di ciascuno e ciascuna che, inevitabilmente, si determineranno in relazione alla linea politica.</p>
<p>Marco Dal Toso</p>
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		</item>
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		<title>Sanità pubblica. Proposta Mantovani: ticket progressivi rispetto al reddito</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Apr 2013 15:57:38 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[OPINIONI]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo questo contributo di Albarosa Raimondi (già vice direttrice sanitaria del Policlinico di Milano) sui “ticket progressivi”. La Redazione del sito. A proposito di sanità e di partecipazione alla spesa sanitaria, è di questi giorni la notizia che Mantovani, nuovo &#8230; <a href="http://www.centroconcettomarchesi.it/wordpress/sanita-pubblica-proposta-mantovani-ticket-progressivi-rispetto-al-reddito/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;"><i>Pubblichiamo questo contributo di Albarosa Raimondi (già vice direttrice sanitaria del Policlinico di Milano) sui “ticket progressivi”. La Redazione del sito.</i></span></p>
<p>A proposito di sanità e di partecipazione alla spesa sanitaria, è di questi giorni la notizia che Mantovani, nuovo assessore alla sanità in Regione Lombardia, <a href="http://www.centroconcettomarchesi.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/04/La-nuova-sede-Regione-Lombardia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1591" alt="La nuova sede Regione Lombardia" src="http://www.centroconcettomarchesi.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/04/La-nuova-sede-Regione-Lombardia.jpg" width="900" height="600" /></a>proporrebbe i ticket progressivi rispetto al reddito, dimenticando evidentemente che la sanità pubblica, e ormai da un decennio circa con l’introduzione dei criteri di accreditamento anche quella privata accreditata, dovrebbe essere garantita, così come lo è stato per l’appunto fino ad un decennio fa, dalla fiscalità generale.</p>
<p>Infatti tra le motivazioni delle onerose trattenute sugli stipendi, sulle pensioni e comunque su ogni reddito (ovviamente dichiarato) vi è proprio il “sostentamento” della sanità pubblica che dovrebbe garantire il rispetto del trattamento sanitario uguale per tutti, al fine proprio di eliminare le divergenze di trattamento tra le varie categorie di persone, come esisteva fino alla fine degli anni ’70 prima della riforma sanitaria e della istituzione del Servizio Sanitario Nazionale.</p>
<p><span id="more-1590"></span></p>
<p>In questi ultimi anni, sempre più, ci si è dimenticati di tutto ciò e sempre più sono stati introdotti ticket sanitari che periodicamente sono stati aumentati e “allargati” coprendo sempre più settori, senza che però venisse ridotto il prelievo fiscale.  Tra l’altro anche le spese sanitarie, talvolta completamente private, dei parlamentari,  ma anche degli ex parlamentari,  pesano su tutti noi.</p>
<p>Per esempio a me risulta e mi piacerebbe essere smentita che i ricoveri anche di mesi degli ex parlamentari, in strutture private, siano completamente a carico nostro, certamente non loro.</p>
<p>Tornando al ticket progressivo rispetto al reddito, bisogna ribadire il concetto che la difesa della salute è un bene primario per tutti, “ricchi” compresi. Non si può introdurre un ulteriore elemento discriminatorio. Il ticket deve essere uguale per tutti  (in realtà dovrebbe essere eliminato per tutti per i motivi sopra esposti), semmai si può capovolgere il problema aumentando le esenzioni a quelli che hanno un basso reddito. Con l’introduzione del ticket progressivo verrebbe colpita come al solito la classe media, ormai diventata medio-bassa col rischio che diventi anche lei solo “bassa”, cioè quella dei professionisti, particolarmente quella dei professionisti dipendenti (e quindi con un reddito dichiarato fino all’ultimo cent.).</p>
<p>Bisognerebbe quindi riflettere meglio prima di adottare provvedimenti ingiusti, a tal fine vorrei sottolineare quanto segue:</p>
<p>-      in Italia non è possibile individuare i ricchi, quelli veri i capitali se li tengono all’estero. Verrebbero quindi anche esentati dalla partecipazione alla spesa sanitaria, cioè dal ticket;</p>
<p>-      con quali criteri verrebbe scelta la soglia di ricchezza?</p>
<p>-      quanti dei cosiddetti ricchi devono aiutare i figli, diventando così sempre meno “ricchi”, vista la situazione lavorativa ed abitativa dei giovani ?</p>
<p>-      i ticket sanitari sono veramente troppo alti e se si è malati affrontare tale spesa diventa oneroso per tutti, a volte la spesa diventa insostenibile anche per quelli considerati “ricchi”, cioè i professionisti a reddito fisso o comunque dichiarato;</p>
<p>-      in realtà la fiscalità generale, quella che dovrebbe sostenere la spesa sanitaria, è già proporzionale al reddito, quindi i “ricchi” (quelli dichiarati) già contribuiscono maggiormente alla spesa sanitaria che sostiene il Servizio Sanitario Nazionale;</p>
<p>-      i numerosi evasori fiscali in quale categoria verrebbero messi? In quella dei poveri meritevoli di esenzione?</p>
<p>-      perché invece non si parla di eliminare le spese assolutamente inutili come le varie consulenze o contratti a progetto attribuiti per svolgere attività che potrebbero benissimo fare (come hanno sempre fatto) tranquillamente i dipendenti? Oppure perché non si interviene sullo spreco di denaro pubblico rappresentato per esempio dalla duplicazione delle alte dirigenze così come avviene nelle Fondazioni Ospedaliere?</p>
<p>-      perché non si aboliscono i rimborsi sanitari per gli ex parlamentari?</p>
<p>Albarosa Raimondi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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