Stipendi italiani: i più bassi d’Europa

Secondo uno studio dell’ISTAT, la media degli stipendi italiani, come si vede dalla tabella, è una delle più basse d’Europa.

In Parlamento tutti ne parlano, ma nessuno se n’è mai occupato.

L’unico modo (lo dicono la storia e l’esperienza) per migliorare la situazione dei lavoratori italiani, non è quello di sperare che un Parlamento, in maggioranza espressione delle classi dominanti, decida chissà quali benefici per i lavoratori, ma è che siano i lavoratori stessi a decidere sul loro destino, pretendendo che i loro sindacati organizzino il conflitto sociale democratico, chiedendo lavoro stabile per tutti e  migliori condizioni di vita. Questo è l’unico linguaggio che i capitalisti capiscono.

Tra l’altro uno studio della Banca d’Italia sottolinea che, dal 2005 al 2010, le 2.000 aziende più grandi d’Italia hanno realizzato un incremento netto dei profitti (dopo le tasse) intorno al 40% con una riduzione del personale del 20%.

Se non è sfruttamento questo, qual è  lo sfruttamento?

E a quel 10% di italiani che da soli posseggono il 50% dell’intera ricchezza nazionale,  che sacrifici sono stati richiesti per il risanamento economico dell’Italia ?

Tanto per dirne una, al Salone dell’automobile di Ginevra di quest’anno, il dott. Luca Cordero di Montezemolo ha presentato la nuova Ferrari commerciale, annunciando che solo in Italia sono state fatte una quarantina di prenotazioni e si è rammaricato che per quest’anno non riuscirà a soddisfare tutte le richieste. Per la cronaca l’auto in questione costerà di listino circa 1.300.000 euro!

Non sarebbe opportuno chiedere soprattutto a questi automobilisti (ma poi dove la useranno una macchina cosi ? ) e a tutto il 10% di ultra-miliardari un sostanzioso contributo per risanare l’economia del Paese ?

Forse anche questo sarebbe un bel segnale di moralizzazione della vita sociale e servirebbe a ridare un po’ di fiducia al popolo sulla possibilità che non siano sempre i soliti a pagare.

Diceva Antonio Gramsci, grande pensatore comunista: “Quello che accade, non accade solo perché una minoranza vuole che accada, quanto perché la gran parte dei cittadini ha rinunciato alle sue responsabilità e ha lasciato che le cose accadessero”.

Forza, allora! Se gli stipendi italiani sono fra i più bassi d’Europa siano I  lavoratori italiani uniti e consapevoli a decidere, attraverso le loro Organizzazioni democratiche e la lotta sociale, che le cose comincino a cambiare.

(A.N.)

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